Il Senegal - Storia
e Geografia
|
Il Senegal è un paese retto da una stabile democrazia,
con poca delinquenza, e pieno di libertà di pensiero. Oltre a ciò il
Senegal unisce il meglio dell’Europa e dell’Africa in un clima vivace e
disteso che si rispecchia nella vita stessa dalle regione. Il Senegal è
lo stato africano noto per la sua ospitalità e disponibilità verso gli
altri. In lingua wolof ospitalità si traduce con la parola “teranga”,
alla quale i senegalesi danno molta importanza. Il popolo senegalese è
molto orgoglioso di essere considerato il popolo della “teranga”
e fa del suo meglio affinchè un visitatore straniero si senta a proprio
agio come fosse a casa sua. |
|
|
|
|
GEOGRAFIA
Il Senegal confina la nord con la
Mauritania, all’est con il Mali e al sud con la Guinea e la Guinea
Bissau. La capitale è Dakar. Altre città importanti sono St. Louis,
Thies e Ziguinchor. Il Senegal ha aree desertiche nel nord e nel
nord-est e foreste nel sud-ovest. I maggiori fiumi sono il Senegal nel
nord e il Casamance nel sud. |
|
|
|
|
CENNI STORICI
I toucouleur furono i primi abitanti
del Senegal che si convertirono all’Islam nell’XI° secolo sebbene la
loro religione conservasse ancora parecchi elementi animasti. I
navigatori portoghesi arrivarono nel 1444 e si stabilirono nel nord del
paese lungo il fiume Senegal. Successivamente arrivarono i navigatori
Olandesi e Francesi verso la fine del 1600; i francesi si insediarono
definitivamente in Senegal nella città di St. Louis soppiantando gli
olandesi. Nel 1700 l’isola di Goreé, che si trova di fronte a Dakar,
divenne il maggior centro di smistamento degli schiavi africani
imbarcati verso l’America. Nel 1895 il Senegal divenne ufficialmente uno
stato facente parte dell’Africa Occidentale Francese. Nel 1946 il
Senegal era un territorio francese d’oltreoceano. Il 4 aprile 1960 il
Senegal divenne indipendente come stato membro della confederazione del
Mali. Dopo quattro mesi di conflitti interni il 29 agosto 1960 il
Senegal si separò e furono create due repubbliche distinte, quella del
Mali e quella del Senegal. Il primo presidente fu Leopold Sedar
Senghor che guidò il paese fino al 1981, anno in cui si ritirò
volontariamente. Creò una democrazia multipartitica sotto un regime
autoritario. Fu scrittore e poeta e riservò una corsia preferenziale
allo sviluppo dell’arte e della cultura, lanciò diversi piani di
sviluppo economico che non diedero buoni benefici al Senegal. Nel 1981
salì al potere Abdou Diouf che governò il paese per altri 20
anni. Durante il suo mandato promosse una politica liberista che portò
anche alla vendita di imprese statali. Nel marzo 2000 Abdulaye Wade,
del partito dell’ opposizione, vinse le elezioni. Nel gennaio 2001 fu
votata la nuova costituzione che legalizzava i partiti dell’opposizione
ed equiparava i diritti delle donne a quelli degli uomini. |
|
|
|
|
|
Ia maggior parte della popolazione professa la religione
musulmana, apparsa per la prima volta in Senegal nell’XI° secolo. A
seguire, soprattutto nella regione della Casamance ci sono parecchi
cristiani. Le due religione convivono serenamente una a fianco all’altra
senza tensioni; è possibile incontrare musulmani e cristiani all’interno
dello stesso nucleo familiare. Parecchi elementi animasti si trovano
tutt’oggi mescolati alla religione. L’animismo inteso come il credo in
un dio unico e creatore e padre di tutti che è vicino agli spiriti degli
antenati e si manifesta attraverso quest’ultimi. Agli antenati vengono
dedicati riti affinché siano benevoli nel momento della semina, delle
piogge e del raccolto. Presso tutte le etnie vengono celebrate cerimonie
di ringraziamento e riconoscenza alla fine del raccolto.
Parecchia importanza viene data ai “gri-gri”, talismani,
e benedetti da guide spirituali, che vengono indossati fin dalla nascita
per preservarsi dalle malattie, dalla malasorte, dai pericoli e dalle
amicizie devianti. La particolarità della religione musulmana in Senegal
è rappresentata dall’esistenza di particolari confraternite; le
principali sono: la confraternita dei Khadriya, dei Tidjaniya e dei
Mouridi. Le confraternite sono guidate da marabutti, capi spirituali,
che durante il periodo coloniale guidarono parecchie ribellioni contro i
francesi. IL
MOURIDISMO
L’ordine religioso dei mouridi conta parecchi seguaci
fra il popolo senegalese. E’stato fondato da Amadou Bamba M’backè
(1853-1927) nato a M’backè baol. Fu mandato in esilio in Gabon
dall’autorità coloniale francese dal 1895 al 1902 e successivamente in
Mauritania dal 1903 al 1907. Gli fu permesso di stabilirsi a Tièyène nel
1912 a Diourbel dove morì. Attualmente la moschea di Touba ,che si trova
vicino a Diourbel è diretta dai suoi discendenti ed è la più grande
moschea di tutta l’africa occidentale. Ogni anno viene celebrato tra il
decimo e l’undicesimo giorno dell’undicesimo mese del calendario
musulmano il più grande pellegrinaggio della confraternita dei mouridi
il magal (che significa viaggio di ritorno) per celebrare la partenza in
esilio di Amadou Bamba. Un vero seguace del mouridismo deve votarsi al
suo marabutto donando quello che può per aiutare la gente più povera e
lavorando la terra per conto della confraternita.
Parecchi ritmi tradizionali
senegalesi celebrano e cantano Bamba e su parecchi muri di case negozi e
uffici si può vedere dipinto Amadou Bamba vestito con un mantello bianco
o la moschea di Touba. |
|
|
|
|
|
Si
pensa derivi dal nome dato dalla popolazione wolof alla tipica
imbarcazione, piroga, e storpiato dai primi navigatori olandesi sbarcati
nel 1400.
La
bandiera della repubblica senegalese è composta da tre fasce verticali
della stessa larghezza: verde, giallo, rossa. Nel mezzo una stella a
cinque punte.
Sullo stemma del Senegal appare un leone; simbolo di coraggio e fedeltà
e un baobab, albero tipico del paesaggio senegalese.
PRINCIPIO DELLA REPUBBLICA Il
principio della Repubblica del Senegal è: Governo del popolo dal
popolo e per il popolo.
MOTTO
Il motto della Repubblica del Senegal è: Un popolo -
Uno scopo - Una fede |
|
|
|
|
|
L’etnia Wolof è la più numerosa e si
trova in tutto il paese; agricoltori e commercianti sono di religione
musulmana. L’etnia Lebou è l’etnia dei pescatori. I Peul sono
agricoltori. I Diola si trovano nella Casamance e sono perlopiù
cattolici. I Serer si raggruppano nella zona del Sine-Saloum. I Mandingo
si trovano nel Senegal orientale. |
|
|
|
|
|
La famiglia tradizionale islamica
senegalese è una famiglia allargata. Genitori, zii, nonni, cugini,
prozii, fratelli e sorelle vivono insieme. Una famiglia può includere un
intero villaggio. La cura e la crescita dei bambini è seguita da tutti.
Fin dall’infanzia, ai bambini, vengono date responsabilità e piccoli
lavori domestici da eseguire. Prima di iniziare le scuole elementari,
dove viene insegnato il francese, i bambini frequentano una scuola
religiosa islamica dove apprendono l’arabo e l’insegnamento del corano.
Agli anziani viene dato il rispetto e non vengono mai abbandonati nei
momenti di malattia o nella vecchiaia. Non esiste in Senegal un termine
per tradurre casa di riposo o ospizio. |
|
|
|
|
|
Il griot (menestrello o cantastorie )
ha ancora parecchia importanza nel Senegal odierno. La storia e la
cultura dell’africa sono tenute vive soprattutto grazie ai racconti
orali trasmessi di generazione in generazione. I griot sono coloro ai
quali e affidato il compito di perpetuare ricordi delle famiglie, dei
gruppi o dei villaggi. Il griot è insieme un musicista e uno storico
specializzato in genealogia e il suo ruolo passa di padre in figlio
entro una ristretta cerchia di persone. Grazie al griot ogni gruppo può
tramandare la sua storia e la sua filosofia di vita. Si dice che in
africa quando muore un vecchio è come se venisse bruciata un’intera
biblioteca. |
|
|
|
|
|
INNO NAZIONALE
(leggi e
ascolta)
Scritto dal presidente Senghor l’inno nazionale
evoca il tema della gioia per l’ indipendenza, dell’unione nazionale,
dell’attaccamento ai valori tradizionali e nello stesso tempo dell’
apertura agli altri e alla modernità e dell’ideale di pace di lavoro, di
dialogo e di unità e fratellanza africana.
HYMNE NATIONAL DU SENEGAL
Pincez tous vos coras,
frappez vos balafons. Le lion rouge a rugi. Le dompteur de la brousse.
D’un bond s’est èlancè dissipant les tènèbres. Soleil sur nos terreurs,
soleil sur notre espoir.
Refrain:
Debout freres voici
l’afrique rassemblee, fibres de mon coeur vert èpaule contre èpaule. Mes
plus que frères.
O senegalais, debout!
Unisson la mer et les sources, unissons la steppe et la foret. Salut
afrique mère. Senegal, toi le fils de l’ècume du lion, toi surgi de la
nuit au galop des chevaux, rends-nous, oh! rends-nous l’honneur de nos
Ancètres. Splendides comme l’èbène et forts comme le muscle! Nous disons
droits-l’èpèe n’a pas une bavure.
Senegal, nous faisons
notre ton grand dessein: rassembler les poussins à l’abri des milans,
pour en faire, de l’est à l’ouest, du nord au sud. Dressè, un meme
peuple, un peuple sans couture, mais un peuple tournè vers tous les
vents du monde.
Senegal, comme toi,
tous nos heros, nous serons durs, sans haine et les deux bras ouverts,
l’èpèe, nous la mettrons dans la paix du fourreau, car notre travail
sera notre arme et la parole. Le bantou est un frère, et l 'Arabe et le
Blanc. Mais que si l’ennemi incendie nos frontieres. Nous soyons tous
dresses et les armes au poing: un peuple dans sa foi dèfiant tous les
malheurs; les jeunes et les vieux, les hommes et les femmes. La mort,
oui! nous disons la mort mais pas la honte. |
|